La giornata di cotta

Fino ad ora non mi ero soffermato ad esaminare tutto il processo che porta ad avere la birra nel bicchiere che per quanto ripetitivo possa sembrare, PURTROPPO, nel mio caso, non lo è quasi mai.
Almeno fino ad oggi.
Perché l'imprevisto, ma sicuramente mi affinerò, mi ha sempre sorpreso in qualche modo, dettato anche dal fatto di essere un principiante.

Il giorno prima
Io personalmente preferisco dividere la cotta i due giorni.
Il giorno prima mi dedico alla pulizia e tutti i preparativi possibili per arrivare al giorno di cotta e partire subito con la correzione eventuale dell'acqua e l'ammostamento dei grani.

Pulisco Brewzilla e fermentatore con soda caustica(o removil) a scaglie diluita all' 1% in acqua intorno ai 70 gradi.
Faccio fare un passaggio di circa mezz'ora in entrambi i recipienti con dentro tutti gli accessori del caso(gorgogliatori, guarnizioni, rubinetti ecc.) per poi risciacquare tutto abbondantemente con acqua.
Sanitizzo il tutto con un passaggio di StarSan (2ml/l) a circa 60-65 gradi e sigillo in attesa dell'utilizzo.


Pesa e macinatura dei malti che tengo poi sigillati fino al mattino seguente.
Apparecchiamento del banco di lavoro di tutta l'attrezzatura necessaria che non sia da sanitizzare(Bilancina, Phmetro, Densimetro e siringhe graduate).
Preparo del ghiaccio che mi servirà per il raffreddamento e metto svariati bicchierini di vetro in freezer per le misurazioni del ph durante la cotta.





Il giorno di cotta:

Inizio la giornata correggendo l'acqua con i sali e l'acido lattico.
Accendo il Brewzilla ed appena raggiunta la temperatura verso i gran per l'ammostamento, accendo la pompa per il ricircolo del mosto e di tanto in tanto do una mescolata ai grani.
Verifico ph dopo 10 minuti ed eventualmente correggo con acido lattico.
Dopo 40 minuti faccio il test dello iodio per verificare la conversione degli amidi che spesso è già avvenuta.

Dal momento che ho deciso di non fare più lo sparge, ometterò questo passaggio che mi abbassa l'efficienza ma mi consente di accorciare i tempi della cotta di circa 45 minuti.

Alla fine dell'ammostamento alzo il cestello con i grani e faccio scolare gli ultimi zuccheri intrappolati nei grani, nel frattempo avvio il brewzilla verso la bollitura.
Potrei anche muovere o premere leggermente i grani per migliorare l'efficienza però mi ritroverei ogni volta un risultato(efficienza) diverso, perciò non tocco niente.

Misuro la densità appena il mosto raggiunge la temperatura di ebollizione ed eventualmente valuto se allungare tempo di bollitura nel caso la densità sia più bassa del previsto, o aggiungere acqua nel fermentatore, in caso contrario.

Anche in bollitura misuro ph ed eventualmente correggo con acido lattico.
Getto luppoli nei tempi e nelle quantità che indica la ricetta ed a 10 minuti dalla fine aggiungo Protafloc, nutrienti per lievito e immergo la serpentina di raffreddamento per sterilizzare.


Raffreddo il mosto facendo circolare nella serpentina acqua freddissima grazie alla pompa da acquario immersa in un grande secchio di acqua con ghiaccio e dopodiché travaso dalla pentola al fermentatore tramite la pompa del brewzilla, usando come ulteriore filtro una sacchetto biab all'uscita della pentola.
Arrivo solitamente a circa 30 gradi e lascio il resto del lavoro al frigorifero, prima di inoculare lievito sempre intorno a 17 gradi(alte fermentazioni) per poi stabilizzare fermentatore sui 18 gradi.

Utilizzo il frigorifero come camera di fermentazione collegandolo all'inkbird e, nel caso, aiutandomi anche con la cintura di riscaldamento(dipende dalla stagione).




La fase successiva è il tallone d'achille di ogni homebrewer.
Vuoi perché siamo stanchi, vuoi perché è di per se un attività non proprio entusiasmante, ma la pulizia immediata è fondamentale per non ritrovarsi giorni dopo a smadonnare pesantemente.
Quindi per chiudere in bellezza la giornata di cotta, olio di gomito e tanta pazienza.

Alla prossima cotta.

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