In questo periodo di pausa dall'attività brassicola, scrivo qualche riga su un corso fatto a maggio che mi ha davvero aiutato tantissimo nell'identificare i difetti nelle birre autoprodotte, nonostante svariati bias cognitivi nella mia testa, e non solo.
Ho messo alla prova il mio palato partecipando a questa attività davvero illuminante: "I difetti della birra", guidato dall'esperienza di Simone Cantoni.
Il corso non è stato solo teoria. Dopo un'introduzione sul concetto di "difetto" nell'assaggio analitico, siamo passati all'azione con dei campioni di birra, ognuno caratterizzato da uno specifico difetto sensoriale.
Acetaldeide: Mela verde
Se molto marcata, ricorda quasi il solvente.
Ossidazione: Sherry / Marsalato
La birra prende note vinose, marsalate o sherry tipiche dei vini liquorosi
Diacetile: Burro
Un sapore di latticino cremoso, spesso fuori posto.
DMS: Mais
Un sentore netto di mais dolce o verdura cotta.
Colpo di luce: "Skunk" (Puzzola)
Avete presente una birra lasciata al sole? Ecco l'odore tipico.
Luppolo vecchio: Formaggio caprino
Quando il luppolo decade, vira su note di formaggio o muffa.
Brett(ove considerato difetto): Cuoio, stalla.
Acido lattico: Acidità
Acidità tipica o un brett più tenue
Cartone bagnato: Carta/Polvere
Classico segno di invecchiamento precoce o cattiva conservazione.
Questi sono ovviamente appunti personali che non hanno nessuna intenzione di spiegare niente a nessuno in quanto sono riportati per come IO ho sentito e percepito certi odori.
Tornare a casa dopo un corso del genere cambia il modo di approcciarsi a ogni bicchiere. Non si tratta di diventare "criticoni", ma di sviluppare una consapevolezza maggiore verso ciò che beviamo e verso il lavoro (difficilissimo) dei mastri birrai.
Un ringraziamento speciale a Simone Cantoni per averci guidato in questo viaggio sensoriale tra mela verde, burro e... cartone bagnato!


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