Session IPA "Hoppy Ending"


Dopo una bella abbuffata di diacetile, della la precedente German Pils, provo a lanciarmi di nuovo nella produzione dello stile che più di tutti mi ha fatto avvicinare a questo fantastico, maledetto hobby.
In realtà voglio provare a fare una versione light nonostante il massiccio dry-hopping che ho in mente.


La scelta dei luppoli, ed il massiccio dry-hop, Talus ed Idaho #7 è dettata dalla scadenza imminente ed alla grande quantità che possiedo.
La potremmo definire una IPA "svuotaluppoli".
Stesso discorso dunque per lo Styrian Golding che la scadenza l'ha appena passata.
Dopo una verifica olfattiva mi sembrano comunque ancora tutti in salute, quindi procedo con la cotta.
Dry-hop programmato al giorno 4 per 4 giorni con dosaggio 7.5 g/l.
Al quarto giorno, la fermentazione è solitamente in fase calante ma ancora attiva e la produzione residua di
co2 aiuta a espellere l'ossigeno che inevitabilmente entra quando apri il fermentatore.
Per l'atto pratico utilizzo un piccolo sacchetto biab legato ad una lenza che fermo al di fuori del fusto di fermentazione.

L'obiettivo del grist di malti è creare una base neutra ma strutturata per far risaltare i luppoli: il Pale fornisce lo zucchero fermentabile, il Vienna aggiunge un leggero carattere di crosta di pane per dare equilibrio, mentre il Carapils serve a migliorare il corpo e la tenuta della schiuma.

L'incaricato a fermentare il tutto è il nostro VERDANT IPA
Ph in bollitura : 5
Corretto nuovamente con troppo acido fosforico; strano perché sono andato davvero cauto e non saprei se era sbagliata la misurazione iniziale o altro.
Ad ogni modo, lascio così.
Il resto della cotta procede senza intoppi e la densità iniziale la prendo in pieno : 1.050.
Inoculo sempre a 17 gradi e lascio poi stabile fino a 18 per un paio di settimane.
La fermentazione parte puntale dopo quasi 24 ore, ed anche più tumultuosa del solito devo dire, ma la densità finale a 1.012; due punti sopra.


Prodotto finale velato nonostante 10 giorni di cold crash; ci sta, visto il pesante dry-hopping (7.5g/l).
Al naso emergono, e dominano, profumi di agrumato e balsamico. Parecchio ma parecchio tenue mi sembra di percepire anche un pochino di ananas. Non riscontro nessun difetto in particolare.
Il gusto ricalca l'olfatto con un’ondata di frutta agrumata e tropicale ed i malti Pale e Vienna garantiscono una base pulita che non sovrasta i luppoli.
Nonostante i 38 IBU, l'amaro è presente ma morbido e non pungente.
Il finale è mediamente secco con un retrogusto persistente di scorza d'agrumi e resina che invita immediatamente a un altro sorso.

Sono molto contento della riuscita della birra.
Adesso voglio capire se con l'imbottigliamento in contropressione riesco a conservarla abbastanza a lungo(tenendola in frigo) per poterla mandare ad un concorso ad anno nuovo ancora in ottime condizioni.

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